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martedì 11 giugno 2019

Il vello d'oro

Secondo la mitologia greca, il vello d'oro era il manto di un ariete dorato di nome Crisimalloche aveva il potere di guarire le ferite.  Ermes donò Crisimallo a Nefele, una ninfa delle nubi che sposò Atamanete re di Beozia. Inizialmente, Atamante, ripudiò la moglie Nefele per sposare Ino, la quale odiava i figli di primo letto del re Elle e Frisso, e cercò di ucciderli per permettere a suo figlio di salire al trono. 

Venuta a conoscenza dei piani di Ino, Nefele chiese aiuto ad Ermes, che le inviò Crisomallo, il quale caricò in groppa i due fratelli e li trasportò volando nella Colchide. Durante il volo, Elle cadde in mare ed annegò, mentre Frisso arrivò a destinazione e venne ospitato da Eete, figlio del dio Elio e di Perseide.Frisso sacrificò l'animale agli dei, donando il vello a Eete, che lo nascose in un bosco, dove rimase intatto e tenuto come un grande tesoro dagli abitanti del luogo.

Il vello d’oro è un mito che lega l'azione, movimento e fine, infatti Nefele chiede aiuto ad  Ermes per salvare i suoi figli (azione).
Il messaggero degli dei invia Crisimallo, che volando (movimento) porta in salvo il giovane Frisso (fine).

giovedì 30 maggio 2019

La Titanomachia - iconografia della potenza

Nella mitologia greca viene detta Titanomachia la lotta condotta da Zeus e i suoi fratelli contro i Titani. Nella titanomachia si affrontarono due fazioni, quella capitanata da Zeus, che vedeva tutti gli dei dell'Olimpo più i Ciclopi e gli Ecatonchiri (giganti dalle cento braccia), in guerra contro la fazione dei Titani guidati da Crono. La Titanomachia durò più di duecentocinquantamila anni, in cui le lotte tra i due schieramenti si susseguirono di continuo.

Consideriamo la Titanomachia il simbolo della potenza, perché grazie alla potenza dei Ecatonchiri gli dei riuscirono a sconfiggere i Titani, che vennero incatenati e fatti precipitare nel Tartaro.




"La caduta dei Titani" di Pieter Paul Rubens

Orfeo e Euridice - iconografia della reazione

Orfeo fu un famoso poeta e “musico”. Apollo gli donò la lira e le muse gli insegnarono a suonarla. Egli, oltre ad essere un bravo musicista, era un ragazzo molto coraggioso, infatti decise di partire con gli Argonauti salpando con essi per la Colchide alla ricerca del vello d’oro. Al ritorno da questa avventura sposò Euridice.
Un giorno, nella vallata del fiume Peneo, Euridice incontrò Aristeo il quale cercò di abusare di lei, la ragazza nel tentativo di sfuggire, calpestò un serpente che la morse provocandole la morte. Il coraggioso Orfeo, disperato per la morte della sua amata, decise di scendere nel Tartaro con la speranza di ricondurla sulla terra. Arrivato nell'Oltretomba, riuscì ad incantare Caronte, Cerbero e i tre giudici dei morti con la sua dolce musica. Persefone, intenerita dall’amore di Orfeo, permise all’innamorato di riavere la moglie, soltanto se, durante il tragitto che li avrebbe condotti fuori dall’Ade, egli non si sarebbe mai voltato a guardarla. I due, Orfeo avanti e l’ombra di Euridice indietro, intrapresero così questo cammino nel tentativo di ritornare insieme nel mondo dei vivi. Ad accompagnarli c’era Ermes, il messaggero degli dei. Proprio sulla soglia Orfeo si voltò perché convinto di essere ormai del tutto fuori. Euridice, che però non era ancora uscita, scomparve per sempre.


Possiamo definire Orfeo il simbolo della reazione, perché a causa della sua reazione frettolosa all’uscita dall’Ade, perde Euridice per sempre.

Orfeo e Euridice: il mito
"Orfeo e Euridice" di Federico Cervelli

Fonti:
https://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/orfeo_euridice/ (30/5/2019)
https://doc.studenti.it/appunti/italiano/2/mito-orfeo-euridice.html (30/5/2019)
https://it.wikipedia.org/wiki/Orfeo (30/5/2019)
https://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/orfeo_euridice/immagini/orfeo_euridice.jpg (immagine-30/5/2019)

Il Labirinto di Cnosso - iconografia dell'effetto

Il labirinto di Cnosso fu fatto costruire dal re Minosse sull'isola di Creta per rinchiudervi il mostruoso Minotauro, nato dall'unione della moglie del re, Pasifae, con un toro. Egli incarica Dedalo di progettare un luogo inaccessibile, così venne costruito il labirinto, un intrico di corridoi e di vicoli ciechi in cui è impossibile ritrovare la strada di uscita.

Definiamo il labirinto di Cnosso il simbolo dell'effetto, perché se il Minotauro          (iconografia della causa) non fosse natoil re di Creta non avrebbe fatto costruire questa struttura per tenerlo nascosto.

Risultati immagini per labirinto di cnosso disegno
Mosaico raffigurante il labirinto di Cnosso

Fonti: 
http://www.laricerca.loescher.it/images/stories/attualita/lingue_classiche/minosse/Mosaico_col_Labirinto.jpg (immagine-30/5/2019)
https://it.wikipedia.org/wiki/Labirinto_di_Cnosso (30/5/2019)

Il viaggio di Enea - iconografia del fine

L’Eneide è un poema in dodici libri che narra le vicende mitiche dell’eroe troiano Enea, dall’abbandono della sua terra natia all’arrivo nel Lazio, dove fondò una comunità che sarà all’origine di Roma e del popolo romano.

«Canto l'armi e l'eroe, che primo dai lidi di Troia, profugo per fato, giunse in 
Italia alle spiagge di Lavinio, vessato alquanto attraverso terre e in aperto mare 
da ira divina, […]»

(Publio Virgilio Marone, Eneide, Proemio)


Possiamo definire il viaggio di Enea simbolo del fine, perché porta a compimento il suo compito predetto della profezia del padre Anchise, mostratogli nel momento in cui scese negli Inferi guidato dalla Sibilla.


GiorcesBardo42.jpg
Virgilio con un rotulus dell'Eneide tra Clio e Melepomene


Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Eneide#Contenuto (30/5/2019)
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/90/GiorcesBardo42.jpg/800px-GiorcesBardo42.jpg (immagine-30/5/2019)

Il Minotauro - iconografia della causa

Minosse, re di Creta, non era ben visto dal suo popolo, in quanto il suo vero padre era Zeus. Il re, disperato, pregò Poseidone, il dio del mare, di inviargli un toro come simbolo dell'apprezzamento degli dei verso di lui in qualità di sovrano, promettendo di sacrificarlo in onore del dio. Poseidone acconsentì e gli donò un bellissimo e possente toro bianco di gran valore. 

Vista la bellezza dell'animale, però, Minosse decise di tenerlo per montare le sue greggi e ne sacrificò un altro. Il dio del mare allora, per punirlo, fece innamorare perdutamente Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso. Ella riuscì a soddisfare il proprio desiderio carnale nascondendosi dentro una giovenca di legno costruita per lei dall'artista di corte Dedalo. Dall'unione mostruosa nacque il Minotauro.

Consideriamo il Minotauro simbolo di causa, in quanto se il re di Creta avesse compiuto il sacrificio da lui promesso non sarebbe nata una creatura con il corpo umanoide e bipede, ma con gli zoccoli, la pelliccia bovina, la coda e la testa di toro.

Immagine del minotauro su una Kylix (coppa di vino in ceramica)

Fonti:

martedì 28 maggio 2019

Icaro - iconografia del movimento

Nell'isola di Creta, il re Minosse chiese a Dedalo di costruire il labirinto per imprigionare il Minotauro. Avendolo costruito, e quindi conoscendone la struttura, a Dedalo e suo figlio fu preclusa ogni via di fuga da Creta da parte di Minosse, poiché temeva che ne fossero svelati i segreti e vennero, perciò, rinchiusi nel labirinto.
Per scappare, Dedalo costruì delle ali e le attaccò ai loro corpi con la cera. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fece prendere dall'ebbrezza del volo e si avvicinò troppo al sole; il calore fuse la cera, facendolo cadere nel mare dove morì. 
Possiamo considerare Icaro simbolo di movimento contro natura, perché grazie al moto delle ali voleva assomigliare a un uccello per conquistare la libertà, ma la sua esuberanza lo spinse a superare il limite a lui concesso, facendolo precipitare in mare.



"Dedalo e Icaro", opera di Lord Frederic Leighton


Fonte: 
https://it.wikipedia.org/wiki/Icaro (28/5/2019)
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/10/Lord_Frederick_Leighton_FLL006.jpg/800px-Lord_Frederick_Leighton_FLL006.jpg (immagine-30/5/2019)

Il cavallo di Troia - iconografia dell'azione

Il cavallo di Troia è una macchina da guerra che fu usata dai greci per espugnare città di Troia
Possiamo definire questa costruzione come simbolo di azione contro natura, perché ha la forma di un cavallo, ma al suo interno nascondeva i soldati greci che, approfittando della notte, attaccarono il popolo Troiano espugnando la città. 

Per il mondo antico il cavallo di Troia rappresenta l'idea di macchinazione, come testimonia la frase di Virgilio:

«[...] O chiusi in questo legno si tengono nascosti Achei, o questa macchina è fabbricata a danno delle nostre mura, per spiare le case e sorprendere dal alto la città, o cela un’altra insidia: Troiani, non credete al cavallo. Di qualunque cosa si tratti, ho timore dei Danai anche se recano doni.»

(Publio Virgilio MaroneEneide, libro II, vv. 40-50)



Modello di cavallo di Troia utilizzato durante le riprese del film "Troy"