giovedì 30 maggio 2019

La Titanomachia - iconografia della potenza

Nella mitologia greca viene detta Titanomachia la lotta condotta da Zeus e i suoi fratelli contro i Titani. Nella titanomachia si affrontarono due fazioni, quella capitanata da Zeus, che vedeva tutti gli dei dell'Olimpo più i Ciclopi e gli Ecatonchiri (giganti dalle cento braccia), in guerra contro la fazione dei Titani guidati da Crono. La Titanomachia durò più di duecentocinquantamila anni, in cui le lotte tra i due schieramenti si susseguirono di continuo.

Consideriamo la Titanomachia il simbolo della potenza, perché grazie alla potenza dei Ecatonchiri gli dei riuscirono a sconfiggere i Titani, che vennero incatenati e fatti precipitare nel Tartaro.




"La caduta dei Titani" di Pieter Paul Rubens

Orfeo e Euridice - iconografia della reazione

Orfeo fu un famoso poeta e “musico”. Apollo gli donò la lira e le muse gli insegnarono a suonarla. Egli, oltre ad essere un bravo musicista, era un ragazzo molto coraggioso, infatti decise di partire con gli Argonauti salpando con essi per la Colchide alla ricerca del vello d’oro. Al ritorno da questa avventura sposò Euridice.
Un giorno, nella vallata del fiume Peneo, Euridice incontrò Aristeo il quale cercò di abusare di lei, la ragazza nel tentativo di sfuggire, calpestò un serpente che la morse provocandole la morte. Il coraggioso Orfeo, disperato per la morte della sua amata, decise di scendere nel Tartaro con la speranza di ricondurla sulla terra. Arrivato nell'Oltretomba, riuscì ad incantare Caronte, Cerbero e i tre giudici dei morti con la sua dolce musica. Persefone, intenerita dall’amore di Orfeo, permise all’innamorato di riavere la moglie, soltanto se, durante il tragitto che li avrebbe condotti fuori dall’Ade, egli non si sarebbe mai voltato a guardarla. I due, Orfeo avanti e l’ombra di Euridice indietro, intrapresero così questo cammino nel tentativo di ritornare insieme nel mondo dei vivi. Ad accompagnarli c’era Ermes, il messaggero degli dei. Proprio sulla soglia Orfeo si voltò perché convinto di essere ormai del tutto fuori. Euridice, che però non era ancora uscita, scomparve per sempre.


Possiamo definire Orfeo il simbolo della reazione, perché a causa della sua reazione frettolosa all’uscita dall’Ade, perde Euridice per sempre.

Orfeo e Euridice: il mito
"Orfeo e Euridice" di Federico Cervelli

Fonti:
https://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/orfeo_euridice/ (30/5/2019)
https://doc.studenti.it/appunti/italiano/2/mito-orfeo-euridice.html (30/5/2019)
https://it.wikipedia.org/wiki/Orfeo (30/5/2019)
https://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/orfeo_euridice/immagini/orfeo_euridice.jpg (immagine-30/5/2019)

Il Labirinto di Cnosso - iconografia dell'effetto

Il labirinto di Cnosso fu fatto costruire dal re Minosse sull'isola di Creta per rinchiudervi il mostruoso Minotauro, nato dall'unione della moglie del re, Pasifae, con un toro. Egli incarica Dedalo di progettare un luogo inaccessibile, così venne costruito il labirinto, un intrico di corridoi e di vicoli ciechi in cui è impossibile ritrovare la strada di uscita.

Definiamo il labirinto di Cnosso il simbolo dell'effetto, perché se il Minotauro          (iconografia della causa) non fosse natoil re di Creta non avrebbe fatto costruire questa struttura per tenerlo nascosto.

Risultati immagini per labirinto di cnosso disegno
Mosaico raffigurante il labirinto di Cnosso

Fonti: 
http://www.laricerca.loescher.it/images/stories/attualita/lingue_classiche/minosse/Mosaico_col_Labirinto.jpg (immagine-30/5/2019)
https://it.wikipedia.org/wiki/Labirinto_di_Cnosso (30/5/2019)

Il viaggio di Enea - iconografia del fine

L’Eneide è un poema in dodici libri che narra le vicende mitiche dell’eroe troiano Enea, dall’abbandono della sua terra natia all’arrivo nel Lazio, dove fondò una comunità che sarà all’origine di Roma e del popolo romano.

«Canto l'armi e l'eroe, che primo dai lidi di Troia, profugo per fato, giunse in 
Italia alle spiagge di Lavinio, vessato alquanto attraverso terre e in aperto mare 
da ira divina, […]»

(Publio Virgilio Marone, Eneide, Proemio)


Possiamo definire il viaggio di Enea simbolo del fine, perché porta a compimento il suo compito predetto della profezia del padre Anchise, mostratogli nel momento in cui scese negli Inferi guidato dalla Sibilla.


GiorcesBardo42.jpg
Virgilio con un rotulus dell'Eneide tra Clio e Melepomene


Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Eneide#Contenuto (30/5/2019)
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/90/GiorcesBardo42.jpg/800px-GiorcesBardo42.jpg (immagine-30/5/2019)

Il Minotauro - iconografia della causa

Minosse, re di Creta, non era ben visto dal suo popolo, in quanto il suo vero padre era Zeus. Il re, disperato, pregò Poseidone, il dio del mare, di inviargli un toro come simbolo dell'apprezzamento degli dei verso di lui in qualità di sovrano, promettendo di sacrificarlo in onore del dio. Poseidone acconsentì e gli donò un bellissimo e possente toro bianco di gran valore. 

Vista la bellezza dell'animale, però, Minosse decise di tenerlo per montare le sue greggi e ne sacrificò un altro. Il dio del mare allora, per punirlo, fece innamorare perdutamente Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso. Ella riuscì a soddisfare il proprio desiderio carnale nascondendosi dentro una giovenca di legno costruita per lei dall'artista di corte Dedalo. Dall'unione mostruosa nacque il Minotauro.

Consideriamo il Minotauro simbolo di causa, in quanto se il re di Creta avesse compiuto il sacrificio da lui promesso non sarebbe nata una creatura con il corpo umanoide e bipede, ma con gli zoccoli, la pelliccia bovina, la coda e la testa di toro.

Immagine del minotauro su una Kylix (coppa di vino in ceramica)

Fonti:

Mappa concettuale revisionata

Sulla base dell'approfondimento svolto, la mappa concettuale iniziale può essere revisionata nel seguente modo.


La parola azione è legata al concetto di movimento, ad esempio nel corpo umano ogni azione corrisponde al movimento di un muscolo o di un arto.
Oggigiorno, si cerca con tecniche innovative e all'avanguardia di realizzare attraverso le protesi artificiali movimenti sempre più vicini a quelli naturali.
Queste apparecchiature sono realizzate sulla base di un progetto con il fine di migliorare la vita delle persone affette da deficit motori e n
onostante le protesi abbiano un obiettivo positivo, esiste sempre il rischio di rigetto a causa di complicanze post-operatorie.
Al fine di migliorare la vita quotidiana delle persone, gli ingegneri e i medici collaborano con consapevolezza e la speranza di ottenere risultati sempre migliori e duraturi nel tempo. 

martedì 28 maggio 2019

Icaro - iconografia del movimento

Nell'isola di Creta, il re Minosse chiese a Dedalo di costruire il labirinto per imprigionare il Minotauro. Avendolo costruito, e quindi conoscendone la struttura, a Dedalo e suo figlio fu preclusa ogni via di fuga da Creta da parte di Minosse, poiché temeva che ne fossero svelati i segreti e vennero, perciò, rinchiusi nel labirinto.
Per scappare, Dedalo costruì delle ali e le attaccò ai loro corpi con la cera. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fece prendere dall'ebbrezza del volo e si avvicinò troppo al sole; il calore fuse la cera, facendolo cadere nel mare dove morì. 
Possiamo considerare Icaro simbolo di movimento contro natura, perché grazie al moto delle ali voleva assomigliare a un uccello per conquistare la libertà, ma la sua esuberanza lo spinse a superare il limite a lui concesso, facendolo precipitare in mare.



"Dedalo e Icaro", opera di Lord Frederic Leighton


Fonte: 
https://it.wikipedia.org/wiki/Icaro (28/5/2019)
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/10/Lord_Frederick_Leighton_FLL006.jpg/800px-Lord_Frederick_Leighton_FLL006.jpg (immagine-30/5/2019)

Il cavallo di Troia - iconografia dell'azione

Il cavallo di Troia è una macchina da guerra che fu usata dai greci per espugnare città di Troia
Possiamo definire questa costruzione come simbolo di azione contro natura, perché ha la forma di un cavallo, ma al suo interno nascondeva i soldati greci che, approfittando della notte, attaccarono il popolo Troiano espugnando la città. 

Per il mondo antico il cavallo di Troia rappresenta l'idea di macchinazione, come testimonia la frase di Virgilio:

«[...] O chiusi in questo legno si tengono nascosti Achei, o questa macchina è fabbricata a danno delle nostre mura, per spiare le case e sorprendere dal alto la città, o cela un’altra insidia: Troiani, non credete al cavallo. Di qualunque cosa si tratti, ho timore dei Danai anche se recano doni.»

(Publio Virgilio MaroneEneide, libro II, vv. 40-50)



Modello di cavallo di Troia utilizzato durante le riprese del film "Troy"

L’internazionalismo marxista in contrapposizione con il socialismo nazionale di Gasset

In contrapposizione con il socialismo nazionale di Gasset, l’internazionalismo marxista sosteneva che la dinamica della storia è letta come lotta di classe tra una classe in ascesa e una al potere, che è sempre esistita: dai patrizi ai plebei sino alla borghesia e al proletariato.
La borghesia ha rivoluzionato i rapporti di produzione dell’aristocrazia e non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione e rapporti.
Marx riconosce alla borghesia il merito di aver fatto progredire il mondo facendolo uscire dal feudalesimo, ma ritiene che la società capitalistica non possa durare a lungo, in quanto i ricchi diverranno sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e i ceti medi spariranno.

Le previsioni marxiste sono state però smentite dalla storia dell’ultimo secolo che ha visto invece crescere il ceto medio fino a costituire la stragrande maggioranza della popolazione.
Ortega invece non riconosce nelle masse un ruolo determinante in quanto “essa è venuta al mondo per essere diretta, influenzata, rappresentata, organizzata – fino a cessare d’esser massa, o, per lo meno, ad averne l’aspirazione. Però non è venuta al mondo per fare tutto questo da sé. Le occorre riferire la sua vita a un’istanza superiore, costituita dalle minoranze eccellenti."(2)

Fonte:
http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/OrtegaRibellioneMasse.pdf (28/5/2019)
(2) http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/OrtegaRibellioneMasse.pdf (La ribellione delle masse, cap. Il maggior pericolo: lo stato)(28/5/2019)

L'uomo massa per José Ortega y Gasset

“L’uomomassa è luomo la cui vita manca di programma e corre alla deriva. Per questo non costruisce mai, sebbene le sue possibilità e i suoi poteri, siano enormi: questo tipo d’uomo decide nel nostro tempo."(1)
Mentre nel passato, vivere significava per l’uomo medio incontrare nell’ambiente difficoltà, pericoli, angustie, limitazioni del destino e soggezione, il mondo nuovo appare in un ventaglio sicuro di possibilità illimitate, dove non si dipende da nessuno.

In conclusione, nella parte finale del saggio in questione, si evince che nel momento in cui le élites dovessero “scomparire” dal panorama storico, si potrebbe parlare di una possibile dittatura dell’uomo medio, conseguenza del sistema democratico.

Fonte:
http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/OrtegaRibellioneMasse.pdf (28/5/2019)
(1) http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/OrtegaRibellioneMasse.pdf(La ribellione delle masse, cap. Un dato statistico) (28/5/2019)

La massificazione secondo José Ortega y Gasset

La massificazione ha per Ortega y Gasset effetti deleteri sulla società. Innanzitutto, viene a mancare la spinta a migliorarsi che era propria delle "minoranze elette”. In secondo luogo, la massa pretende ora di esercitare "attività speciali", come "le funzioni di governo o di giudicare politicamente sugli affari pubblici" che richiedono competenze "speciali", cosa che prima non pretendeva di fare, consapevole della "sua funzione in una sana dinamica sociale". In altre parole, per Ortega y Gasset, la massa prima sapeva di "dover stare al suo posto", ora pretende di assumere direttamente compiti di governo e di guida della società. 

Fonte: http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/OrtegaRibellioneMasse.pdf (28/5/2019)

"La ribellione delle masse"

Nella trattazione del filosofo e saggista spagnolo Josè Ortega y Gasset, da noi analizzato,
la cosiddetta “azione diretta”  viene considerata come la sovversione di un ordine (in senso lato) e la conseguente proclamazione della violenza come “prima ratio”.
Nel saggio in questione l’autore collega il termine azione al concetto di ascesa delle masse nel corso della storia. Le masse hanno deciso di avanzare al primo piano sociale, per poter godere di piaceri e privilegi che prima erano patrimonio di pochi, hanno sovrastato le minoranze, non le ubbidiscono, non le seguono, non le rispettano, al contrario, le mettono di lato e le soppiantano. La loro ascesa significa un meraviglioso aumento di vitalità e di possibilità.

lunedì 20 maggio 2019

Significato di azione

Azione, parola comune dal significato banale e semplice agli occhi dei più, riconducibile spesso ad una sua generalizzazione, tipicamente usata dal punto di vista fisico, ma essa non ‘’possiede’’ esclusivamente un’unica possibile interpretazione, al contrario, si contraddistingue per la moltitudine di sfaccettature concettuali che essa presenta.

azióne s. f. [dal lat. actio -onis, der. di agĕre «agire», part. pass. actus]. – 1. a. L’agire, l’operare, in quanto espressione e manifestazione della volontà; s’identifica ora con atto (considerata in questo caso l’azione come atto singolo, rivolto a un determinato fine), ora con attività (considerata nella sua durata e contrapposta spesso a pensiero, oppure a passività, inerzia)


(Treccani)


Fonte:http://www.treccani.it/vocabolario/azione1/ (20/5/2019)

Mappa concettuale iniziale

L'inizio dell'approfondimento si basa sul queste parole chiave collegate al concetto di azione.


Modelli nella storia dell'ingegneria dalla guerra di secessione americana al giorno d'oggi

La guerra di secessione americana creò un numero di amputazioni molto alto, costringendo così gli americani a entrare nel campo della protesi e molti soldati resi invalidi insieme agli studiosi hanno contribuito a trasformare e far avanzare il campo protesi.

Oggigiorno, i nuovi dispositivi sono modellati sul paziente, con l’avvento dei microprocessori, dei chip di computer e della roboticale protesi sono progettate per far tornare coloro che hanno subito un’amputazione allo stile di vita a cui erano abituati.
Le protesi sono più realistiche, hanno coperture in silicone e sono in grado di mimare la funzione di un arto naturale ora più che in passato.


protesi moderna

Fonte: 
http://www.pietrodifalco.com/tecnico-ortopedico__trashed/protesi/storia-delle-protesi/  (20/5/2019)
http://invisibili.corriere.it/files/2013/05/Mano07_941-705_resize8.jpg (immagine-20/5/2019)

Modelli nella storia dell'ingegneria dalla fine del Settecento alla metà dell'Ottocento

Alla fine del Settecento, Pieter Verduyn sviluppò la prima protesi con articolazione del ginocchio, che sarebbe poi diventata il modello per gli attuali dispositivi.
Nel 1800, un londinese, James Potts, progettò una protesi costituita da una gamba in legno e presa di corrente, un ginocchio in acciaio e un piede articolato controllato da tendini tracciati dal ginocchio alla caviglia.



protesi del 1800

Nel 1846, Benjamin Palmer notando delle imperfezioni tra i componenti della protesi della gamba, la migliorò con l’aggiunta di una molla anteriore e tendini nascosti per simulare il movimento naturale. In seguito verso la metà dell'Ottocento, Douglas Bly inventò e brevettò la gamba anatomica.
Fonte: http://www.pietrodifalco.com/tecnico-ortopedico__trashed/protesi/storia-delle-protesi/ 
(20/5/2019)

http://www.pietrodifalco.com/wp-content/uploads/2012/10/james.png (immagine-20/5/2019)

L'obiettivo del wu wei

L'obiettivo del Wu Wei è quello di mantenere gli esseri umani in armonia con la natura, affinché il mondo segua la sua naturale evoluzione. Per fare questo non si deve ambire ad azioni troppo grandi o complesse. Queste azioni, se irrealizzabili, saranno solamente causa di sofferenza e sentimenti negativi. Applicando il wu wei invece si è consapevoli di dover fare scelte razionali nella propria vita, procedendo a piccoli passi.Quando una persona coltiva le leggi del Tao, aumenta il proprio stato di armonia con la natura, e, come afferma il filosofo taoista Zhuāngzǐraggiunge lo stato di Ming, o chiarezza. È allo stato di Ming che deve applicare il wu wei, agendo solo quando deve agire, in modo da non sconvolgere gli equilibri del Tao.

Wu Wei e l'acqua

Nei primi testi taoisti, wu wei è spesso associato con l'acqua che ne rende perfettamente il concetto. Anche se l'acqua è leggera e debole, essa ha la capacità di erodere lentamente la roccia. L'acqua è compatta e rimane sempre uguale a sé stessa, a differenza di qualsiasi altro materiale che può essere suddiviso in pezzi. Essa può tuttavia riempire qualsiasi contenitore, assumere qualsiasi forma, andare dovunque, anche nei buchi più piccoli.

<< Ecco come bisogna essere! Bisogna essere come l'acqua. Niente ostacoli – essa scorre. Trova una diga, allora si ferma. La diga si spezza, scorre di nuovo. In un recipiente quadrato, è quadrata. In uno tondo, è rotonda. Ecco perché è più indispensabile di ogni altra cosa. Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia quando cade sul suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei.>>
(Parole attribuite a Laozi)

Quando si suddivide in tante gocce, l'acqua ha ancora la capacità di riunirsi.

venerdì 17 maggio 2019

Modelli nella storia dell'ingegneria dagli antichi egizi al Rinascimento

L’evoluzione della protesi è una lunga e complessa storia, dalle sue origini primitive a quelle attuali sofisticate, financo alle visioni emozionanti del futuro.
Per ogni problema l’uomo cerca una soluzione: gli egizi (2650-2725 a.C.) furono i primi pionieri della tecnologia protesica. I loro rudimentali arti protesici si ritiene fossero indossati più per un senso estetico che funzionale.
Nel Medioevo (470-1000) era comune per gli artigiani, tra gli armaioli, la progettazione e la creazione di arti artificiali e in molti, a prescindere da quale fosse il loro mestiere spesso contribuirono a rendere le protesi meccaniche.
protesi del medioevo


Tuttavia solo nel Rinascimento (1400-1800), le protesi hanno acquistato oltre che un ruolo estetico anche un ruolo funzionale.


Fonte: 

http://www.pietrodifalco.com/tecnico-ortopedico__trashed/protesi/storia-delle-protesi/  (17/5/2019)
http://www.pietrodifalco.com/wp-content/uploads/2012/10/medioevo-300x207.png (immagine-17/5/2019)

giovedì 16 maggio 2019

Il concetto di azione nel pensiero cinese (Wu wei)

La parola azione in cinese

Il Wu wei ( in cinese 無爲 ) è un importante precetto del Taoismo che riguarda la consapevolezza del quando agire e del quando non agireWu può essere tradotto come non avere e wei con azione

Il significato letterale è quindi senza azione o meglio non azione. È parte fondamentale della regola wei wu wei (azione senza azioneagire senza sforzo).


Lo scopo del wu wei è il mantenimento di un perfetto equilibrio, o armonia con il Tao, e quindi con la natura.


Fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Wu_wei (16/5/2019)

mercoledì 15 maggio 2019

Il concetto di azione nell'evoluzione del pensiero occidentale

In occidente, la parola azione ha subito delle trasformazioni nel corso del tempo.
Il filosofo greco Aristotele contrappone l'azione alla passione, con il significato di patire, subire qualcosa. Nella metafisica classica l'azione presuppone l'essere: essere eventualmente agente, rispetto a qualcosa, essa è il predicato di una sostanza. Nella terminologia scolastica, l'azione viene definita atto secondo in relazione all'atto primo che è la condizione realizzata di un essere che in origine la possedeva solo in potenza. Nei primi anni dell'Ottocento, in clima romantico, Goethe capovolge la concezione del passaggio potenza-atto e nel Faust proclama: << In principio era l'azione>>. Questa stessa convinzione viene tradotta filosoficamente da Fichte, fondatore della filosofia idealistica, che, nella "Dottrina della scienza", vede l'atto come il primo principio alla base di quella concezione dell'Io assoluto, che non è una sostanza o un ente, ma pura attività, come posizione in primo luogo di se stesso, e poi dal contrario di sé, il non-Io, su cui l'Io possa agire contro di questo continuando così a riaffermarsi. L'azione propriamente umana è distinta da Aristotele in due grandi tipi:
  • la poíesis (greco ποίησις) ovvero l'agire diretto alla produzione di un oggetto che rimane autonomo e estraneo rispetto a chi l'ha prodotto
  • la práxis (greco πρᾶξις), cioè il comportamento pratico, che non si risolve nella produzione di oggetti.
Nella tradizione scolastica, San Tommaso distingue azione elicita, cioè prodotta immediatamente dalla volontà, che è quindi l'atto stesso del volere, e l'azione contandata dalla volontà, ossia l'attività fisica che realizza quanto voluto.
Nel pensiero moderno, le concezioni di Hobbes e Locke vedono l'azione umana come un comportamento fisico che ha per causa un atto di volontà.
Anche Kant condivide questa concezione: la volontà umana è libera dalla casualità naturale, ma è, a sua volta, un particolare tipo di principio casuale, anche se incondizionato.

Fonte: Garzanti, Enciclopedia Garzanti di filosofia, 1993, pagina 81 e 82

Il concetto di azione nell'ambito dell'ingegneria

L'obiettivo della scienza è cambiare in meglio la vita delle persone.
Per esempio, la biorobotica è una branca della robotica che si occupa dello sviluppo di macchine e dispositivi intelligenti ispirati alla natura e ai principi che la regolano.
Il fine dei ricercatori di questo settore è replicare il meccanismo biologico di funzionamento di alcuni esseri viventi, compreso l’uomo, allo scopo di sfruttarne le caratteristiche per fini pratici. 


La ricerca sulla mano robotica ha compiuto notevoli progressi negli ultimi anni con l’obiettivo di realizzare la protesi di mano sempre più sofisticate e con caratteristiche sempre più vicine a quelle degli arti umani.

Hannes è il progetto che ha consentito di realizzare una mano robotica capace di “comunicare” sensazioni tattili a chi la indossa. Questo arto bionico si integra con i muscoli e il sistema nervoso dell’individuo e riesce così a trasformare la sua volontà in movimento proprio come se si trattasse di una mano vera.
Questa si indossa come se fosse un guanto robotico e sfrutta i segnali bioelettrici dei muscoli e li traduce in movimento. In questo modo riproduce il funzionamento di una mano vera, infatti le dita si piegano e il pollice può assumere tre posizioni diverse.